Ahed Tamimi

“Chi sono?

Sono una ragazza palestinese.

Prima della mia nascita l’occupazione prese la maggior parte delle terre del mio villaggio per costruire un nuovo insediamento chiamato Halamish.

Poi arrestarono mio padre, Bassem Tamimi.

Quando mia zia andò a fargli visita, uno dei soldati la spinse oltre le scale del cortile.

Dopo un volo di puro terrore, morì.

Da quando sono nata i coloni di Halamish non hanno mai smesso di massacrare le nostre terre per poter espandere il loro insediamento.

Sulla nostra casa pende un ordine di demolizione perché si trova in Area C.

I coloni sono autorizzati a costruire sulla nostra terra. Noi che siamo figli di questa terra, no.

Dal 2005, i coloni hanno reso l’unica fonte d’acqua potabile del nostro villaggio parte del loro insediamento e ci hanno impedito di usarla.

Molti di noi sono agricoltori, e ora non possono nemmeno più attingere alla fonte per coltivare.

Tutto ciò è avvenuto con forte sostegno da parte dell’esercito e del governo dell’occupazione.

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Quando la gente del mio villaggio ha iniziato a resistere alle ingiustizie con le marce di protesta, mio ​​padre è stato arrestato di nuovo.

Poi mia madre è stata arrestata.

I miei zii, zie, fratelli, cugini, tutti loro sono stati arrestati.

Alcuni di loro, però, non sono stati arrestati.

Mio cugino Mustafa è stato ucciso dall’esercito israeliano.

Mio zio Rushdi è stato ucciso dall’esercito israeliano.

Un cecchino israeliano ha sparato a mia madre, colpendola ad una gamba.

Non è riuscita a muoversi per molto tempo.

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Quasi ogni settimana, l’esercito irrompe nelle nostre case e arresta uno dei nostri familiari oppure confiscano i nostri laptop e telefoni.

Vogliono isolarci, come bestie in quarantena.

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Durante le nostre marce ci sparano addosso proiettili di gomma, ci lanciano gas lacrimogeni.

Mio cugino è in ospedale gravemente ferito perché gli hanno sparato in faccia.

Pochi giorni fa, due soldati sono venuti a casa nostra per prendere posizione, per sparare ai manifestanti del mio villaggio.

Io e la mia famiglia abbiamo fatto opposizione, il soldato mi ha spinto e io l’ho schiaffeggiato.

E ora sono in prigione.

Anche mia madre e mio cugino sono in prigione.

Il governo dell’occupazione e i media mi chiamano terrorista.

Ma tu sai chi sono?”

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Ahed Tamimi è stata arrestata durante il mese di Dicembre 2017 e rilasciata a fine Luglio. Ha compiuto 17 anni in prigione.

E’ stata arrestata perchè un video in cui lei schiaffeggia dei soldati israeliani è diventato virale. Ahed è stata interrogata ben tre volte davanti alle forze israeliane e in tutte e tre le volte è mancata la presenza di un agente donna come testimone, ciò viola la stessa legge dello Stato di Israele.

6000 sono le persone palestinesi oggi trattenute nelle prigioni israeliane, di cui 300 sono bambini e adolescenti minorenni.

16, 20, 25 queste sono le età più colpite. L’età della resistenza, della forza, del futuro.

L’età DELLA VITA. Fascia d’età che fa male, che fa PAURA.

Questo è un articolo in collaborazione con l’associazione GIOVANI PALESTINESI d’ITALIA in occasione del 28 settembre una delle date della Intifada. GPI è un gruppo di giovani nati e cresciuti in Italia con origini palestinesi. L’associazione è nata con lo scopo di unire i giovani palestinesi presenti sul territorio nazionale e di diffondere in maniera giusta la questione palestinese. Il loro scopo è di far luce su ciò che accade nella Palestina oggi in maniera apolitica e areligiosa.

IG: @giovanipalestinesi.italia

FB: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1771731419556711&id=1267709209958937

Articolo revisionato da Beatrice Pescatori.

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